Come specialisti in proprietà intellettuale, impegnati in tavoli di lavoro nazionali e internazionali, osserviamo ogni giorno l’evoluzione della figura dell’IP Manager e l’ampliamento dei suoi ambiti di competenza.
Che cosa fa un IP Manager? L’IP manager è una figura sempre più strategica per le aziende che riconoscono il valore dei loro asset di proprietà intellettuale, li proteggono e li usano per consolidare la loro posizione sul lungo periodo: molto di più, dunque, di un tecnico addetto alla sola gestione di brevetti e marchi.
Infatti, se innovazione e branding sono leve competitive ormai irrinunciabili, l’IP Manager deve gioco forza estendere il suo campo d’azione oltre la gestione di brevetti e marchi.
In che modo? Sapendo anticipare le tendenze di mercato e le mosse della concorrenza; individuando in tempo le innovazioni che meritano tutela e i possibili rischi; supportando le decisioni aziendali con una strategia IP chiara, che protegga l’innovazione e ne accresca il valore competitivo.
Se la figura dell’IP Manager non è presente in azienda, fare riferimento a consulenti esterni specializzati in tutela della proprietà intellettuale diventa imprescindibile.
Alla luce della nostra esperienza, un IP Manager deve:
- integrare l’IP nella strategia aziendale
- costruire una solida cultura aziendale della protezione della proprietà intellettuale
- individuare l’innovazione che merita protezione, interagendo in modo competente e propositivo con le funzioni tecniche aziendali
- collaborare con team IP multidisciplinari esterni
- anticipare la concorrenza
- gestire budget e risorse per ideare ed eseguire una strategia IP efficace.
Vediamo nel dettaglio che cosa comporta ciascuna di queste aree di intervento.
1. Integrare l’IP nella strategia aziendale
L’IP Manager del futuro non è semplicemente un custode della proprietà intellettuale, bensì è una figura strategica che comprende l’impatto dell’IP sul business e allinea le strategie di protezione agli obiettivi aziendali. Cosa richiede questa evoluzione del ruolo dell’IP Manager?
Alcuni punti fondamentali:
- analizzare il mercato per individuare opportunità e rischi, e proteggere le innovazioni con brevetti, marchi e design, nelle aree geografiche in cui l’azienda intende espandersi nei successivi 3-5 anni
- fare in modo che l’azienda eviti di immettere nuovi prodotti o servizi sul mercato senza una copertura adeguata
- usare la proprietà intellettuale per supportare crescita e posizionamento dell’azienda, accrescendone il valore economico.
2. Oltre la strategia: costruire una cultura della protezione IP
L’IP manager, così come un team esterno di consulenti IP, non va considerato unico depositario e conoscitore del valore della proprietà intellettuale, ma figura che agisce per:
- informare e sensibilizzare i diversi reparti su come proteggere innovazioni, brand e design, creando consapevolezza sul ruolo vitale dell’IP
- costruire o rafforzare la conoscenza dei rischi e delle opportunità dell’IP
- integrare la protezione IP nei processi aziendali per far sì che ogni nuova idea sia sempre valutata anche in ottica di tutela IP.
3. Saper ascoltare e saper riconoscere le innovazioni
Può succedere che i reparti tecnici e creativi diano forma a idee innovative senza però intuirne il potenziale in termini di proprietà intellettuale.
Ad esempio, un tecnico potrebbe sviluppare una soluzione innovativa con caratteristiche brevettabili, ma senza pensare subito alla possibilità di tutelarla in tal senso; oppure, un designer potrebbe creare un elemento distintivo che, con il giusto supporto, potrebbe essere valorizzato con la protezione IP.
Questi esempi mostrano la centralità del ruolo dell’IP Manager, che deve:
- interagire con i team di ricerca, sviluppo e marketing: non solo attendere le segnalazioni dei team, ma instaurare un dialogo continuo per individuare in tempi adeguati le innovazioni con potenziale di tutela
- riconoscere, tutelare e valorizzare le competenze e le informazioni strategiche interne, cioè il know-how aziendale.
4. Individuare e collaborare con gli specialisti esterni più indicati
L’IP Manager che evolve dal ruolo di custode degli asset IP a figura strategica all’interno di un’organizzazione, sa che la complessità della proprietà intellettuale richiede spesso competenze specialistiche, sia interne che esterne, come consulenti specializzati che operano in team multidisciplinari composti da esperti tecnici e legali.
Il suo ruolo è determinante anche per decidere quando è necessario coinvolgere le figure giuste e come interagire con esse:
- collaborare con studi di consulenza brevettuale con team multidisciplinari, per affrontare la protezione IP con un approccio completo grazie all’integrazione delle figure tecniche, legali e strategiche essenziali perché la proprietà intellettuale esprima tutto il suo valore
- coinvolgere i consulenti brevettuali e legali esterni per garantire che la tutela della proprietà intellettuale sia sempre allineata con la strategia aziendale.
5. Anticipare le mosse della concorrenza
Qualsiasi azienda è competitiva anche in base alla sua capacità di prevedere e rispondere ai cambiamenti del mercato: saper giocare d’anticipo sulla concorrenza significa proteggersi da potenziali minacce e creare nuove opportunità.
In questo senso, la figura dell’IP Manager:
- monitora con costanza i titoli IP dei concorrenti, per identificare le tendenze emergenti
- opera per prevenire rischi legali e contenziosi, per assicurare che ogni nuova iniziativa sia compatibile con lo scenario IP esistente
- agisce in attacco o in difesa degli asset IP aziendali, utilizzando tali azioni come leve strategiche.
6. Ottenere e gestire budget e risorse per una strategia IP efficace
Anche la migliore strategia IP necessita di risorse adeguate per essere attuata con successo, oltre a richiedere spiccate abilità di negoziazione.
Un IP Manager che supera un ruolo solo tecnico sa:
- comunicare al management l’importanza dell’IP, dimostrando il valore economico della proprietà intellettuale
- usare il budget a sua disposizione per investire nelle protezioni più efficaci per il business
- mostrare il ritorno sugli investimenti in IP sulla scorta di dati e case study.
Innovazione e competitività: il ruolo sempre più centrale della strategia IP
Le nuove tecnologie, l’innovazione rapida e lo scenario internazionale mutevole rendono sempre più complesso, e al tempo stesso più importante, valorizzare e proteggere l’innovazione. Le aziende che non coglieranno queste sfide, rischieranno di perdere competitività.
Ecco perché oggi l’IP Manager è sempre più una figura chiave per il successo aziendale: è un motore dell’innovazione, un analista strategico e un punto di riferimento per il business.
Le aziende che sapranno riconoscere l’importanza di valorizzare questa figura, destinare risorse e budget adeguati alla protezione della proprietà intellettuale e affidarsi ai consulenti più qualificati per gestire le sfide più complesse, potranno proteggere il loro know-how in modo efficace e costruire un vantaggio competitivo solido e duraturo.