La Cina sta attraversando una fase di revisione del sistema di tutela dei marchi culminata con la pubblicazione del testo della bozza di riforma della Legge Marchi locale a fine 2025. Il testo è attualmente aperto alla consultazione pubblica fino al 9 febbraio 2026 e rappresenta l’intervento più articolato degli ultimi anni in materia di registrazione, uso ed enforcement dei marchi in Cina.
Vediamo di seguito quali sono le modifiche più rilevanti della riforma per le aziende che operano sul mercato cinese.
Ampliamento dei segni registrabili, rafforzamento degli impedimenti assoluti e modifiche procedurali
Tra le novità di maggiore interesse per le aziende vi è l’estensione delle tipologie di marchi registrabili, con l’introduzione dei cosiddetti “dynamic marks”, che si affiancano a suoni, colori e segni tridimensionali.
Vengono inoltre ampliate le ipotesi di divieto di registrazione e previste nuove restrizioni legate a simboli e denominazioni di rilevanza istituzionale in Cina, modifiche che confermano l’approccio particolarmente rigoroso dell’autorità cinese in materia di impedimenti assoluti.
Sul piano procedurale, il testo riduce il termine per proporre opposizione da tre a due mesi, imponendo ai titolari di diritti un monitoraggio ancora più tempestivo delle pubblicazioni. Viene inoltre introdotta una disciplina espressa sulla sospensione dei procedimenti amministrativi quando l’esito dipenda da altre procedure pendenti.
Centralità dell’uso del marchio e contrasto alle registrazioni abusive
La bozza amplia il perimetro delle domande considerate non registrabili, includendo anche quelle che eccedono in modo significativo le normali esigenze dell’attività imprenditoriale. Questo criterio potrà essere utilizzato già in fase di esame, opposizione e invalidazione, rafforzando il controllo contro fenomeni di trademark squatting sistematico e di depositi in mala fede.
Ulteriore elemento di rilievo è il potere attribuito all’Ufficio Marchi cinese di avviare procedimenti di cancellazione per non uso triennale delle registrazioni, rafforzando l’esigenza di una gestione attiva e documentata del portafoglio marchi in Cina.
Rafforzamento della tutela dei marchi notori e dell’enforcement
La bozza amplia la protezione dei marchi notori, consentendo – in presenza di determinati presupposti – di estendere la tutela anche a marchi non registrati e a prodotti o servizi non identici o non affini, in particolare nei casi di diluizione. Sul fronte dell’enforcement, vengono rivisti i criteri di calcolo del risarcimento, ponendo sullo stesso piano il danno del titolare e i profitti dell’infringer, e includendo espressamente le spese sostenute per contrastare l’illecito.
Considerazioni operative per le aziende italiane
In attesa del testo definitivo, è già possibile individuare linee di tendenza che richiedono un adeguamento delle strategie di tutela e gestione dei marchi in Cina, soprattutto per i titolari stranieri che operano o intendono operare su questo mercato complesso e in continua evoluzione. Per le imprese italiane, ciò implica la necessità di pianificare con attenzione i depositi, predisporre sin dall’inizio una strategia di uso coerente e mantenere un archivio probatorio solido.
Noi del team Luppi possiamo aiutarvi nella definizione di strategie di tutela adeguate al nuovo contesto normativo, supportandovi nella pianificazione dei depositi e nella gestione dei portafogli marchi in Cina con un approccio pratico e orientato al business, anche grazie alla nostra rete di corrispondenti con esperienza specifica sul territorio; contattateci per un’analisi dedicata.









