La funzione del Marchio Storico di interesse nazionale e i benefici secondo il Team Luppi

Compie un anno il “Marchio storico di interesse nazionale”, istituto che riconosce e promuove l’attività di società italiane che operano sul mercato da oltre 50 anni. Cosa è successo in questi dodici mesi? Quali sono i benefici che derivano da tale registrazione?

La funzione del Marchio storico di interesse nazionale

La funzione è quella di permettere ai titolari di utilizzare il logo “Marchio storico di interesse nazionale” per le finalità commerciali e promozionali, con una procedura piuttosto rapida i cui tempi sono specificamente individuati nella normativa (meno di 6 mesi, quando in caso di nuovo deposito i tempi medi per la procedura di registrazione possono essere di molto superiori a tale termine come abbiamo spiegato nell’articolo dedicato alla protezione di nuovi marchi).

Inizialmente pensato per supportare le aziende italiane storiche che rinunciano alla delocalizzazione all’estero e per salvaguardare i livelli occupazionali, questo strumento fornisce anche la possibilità di accedere al Fondo Salvaguardia Imprese del MiSE, con una dotazione di 300 milioni di Euro e rifinanziata con ulteriori 250 milioni per il 2021 (dal 2 febbraio è già attivo il sistema di presentazione delle domande).

I benefici secondo il Team Luppi

Pur non costituendo un nuovo titolo di proprietà intellettuale, per espressa volontà della normativa, e in attesa delle prime pronunce giurisprudenziali sul tema, noi del Team Luppi riteniamo che questo istituto possa avere interessanti implicazioni sotto tre diversi profili:

  • dal punto di vista giuridico, nei casi in cui vi sia stato un uso del marchio anteriore al deposito e alla registrazione, può integrare il riconoscimento di tale uso;
  • dal punto di vista del valore dell’asset immateriale, costituisce una conferma ufficiale della continuità della protezione;
  • dal punto di vista dell’azionamento in giudizio, può costituire ulteriore prova della storicità del marchio anche sotto il profilo della notorietà.

(immagine da sito del MiSE)

In caso di contraffazioni, la titolarità di un “Marchio storico di interesse nazionale” potrebbe essere invocata quale ulteriore strumento di difesa anche dal punto di vista del risarcimento del danno; sarà quindi certamente interessante valutarne la portata nell’ambito della prime pronunce giurisprudenziali.

Alcuni numeri dei primi 12 mesi

Ad oggi sono 151 le iscrizioni presenti sullo speciale Registro dei Marchi Storici, delle quali:

  • 115 basate su altrettanti marchi registrati in Italia da oltre 50 anni
  • 36 basate su marchi di fatto, ovvero marchi non registrati per i quali vi sia stato un uso effettivo e continuativo in Italia da almeno 50 anni.

La normativa, infatti, prevede l’accesso a questo istituto per tutte le realtà italiane, a prescindere dalla storicità della loro registrazione.

Chi ha aderito?

La possibilità di ottenere il riconoscimento di “Marchio storico di interesse nazionale” è stata ben accolta soprattutto da aziende nel settore alimentare, vinicolo, tessile, settori per i quali il legame con la tradizione italiana appare certamente un valore aggiunto.

Di recente abbiamo assistito un’azienda con oltre 60 anni di storia ad affermare, anche tramite il riconoscimento del proprio marchio come “Marchio storico di interesse nazionale”, il suo storico legame con la tradizione ed il territorio.

Contattateci, siamo a disposizione per rispondere alle vostre domande su questo e su tutti i temi legati alla proprietà intellettuale.

Alcuni link per approfondire