Cosa succede se si brevetta un perfezionamento di una soluzione già coperta da un brevetto anteriore?

 

In un articolo di qualche settimana fa abbiamo parlato delle  invenzioni di perfezionamento, ovvero soluzioni nuove e migliorative in grado di risolvere un problema tecnico  in maniera più efficace o in modo differente rispetto ad una invenzione anteriore, soluzioni, quindi, meritevoli di essere tutelate con il brevetto.

 

Quali sono i benefici di un brevetto di perfezionamento?

Brevettare un’invenzione non solo accresce il valore dell’azienda e ne migliora l’immagine, ma assicura l’esclusività sull’invenzione e la possibilità di maggiori entrate determinate dal suo sfruttamento commerciale. Questo vale anche per il brevetto di perfezionamento.

 

Tuttavia, nel caso del brevetto di perfezionamento, è possibile che l’invenzione da esso tutelata possa dipendere dall’invenzione principale, vale a dire l’attuazione dell’invenzione di perfezionamento non sia possibile senza pregiudizio dei diritti relativi al brevetto precedente. In questo caso, il titolare del brevetto di perfezionamento è, quindi, destinato a non poter usufruire dei frutti della propria invenzione? Vediamo nel seguito come affrontare un tale scenario.

 

La licenza come strumento necessario per il business

Per non incorrere in interferenza/contraffazione del titolo principale, è necessario ottenere dal titolare del brevetto principale una licenza, in modo da poter accedere allo sfruttamento della sua tecnologia. Grazie alla licenza, l’invenzione di perfezionamento può essere attuata e, inoltre,  la sua circolazione sarà aiutata dal successo e dalla diffusione dell’invenzione principale stessa, risultando appetibile a tutti i soggetti la cui attività è legata all’invenzione principale, compreso il titolare stesso del brevetto principale. Quest’ultimo, infatti, potrà avere interesse ad utilizzare la soluzione dell’invenzione di perfezionamento perché, ad esempio, più efficace o vantaggiosa tecnicamente e/o economicamente e con il quale, magari, sarà possibile porre le basi per una proficua collaborazione.

E se invece si riscontra scarsa apertura al dialogo da parte del titolare del brevetto principale?

 

La licenza obbligatoria a condizioni eque

Può succedere che il titolare del brevetto principale, trovandosi con “il coltello dalla parte del manico”, possa imporre delle condizioni gravose per la concessione della licenza o possa addirittura negarla; in questo caso, la soluzione è offerta dalla licenza c.d. obbligatoria a condizioni eque, cioè nella misura necessaria a sfruttare l’invenzione di perfezionamento. Una simile licenza è prevista anche per il titolare del brevetto sull’invenzione principale che può ottenere una licenza obbligatoria a condizioni ragionevoli sul brevetto dell’invenzione dipendente. Si viene a definire, così, un sistema di licenze incrociate, grazie alle quali ciascun titolare trae beneficio sfruttando uno o più dei brevetti dell’altro.

 

Perché scegliere il Team Luppi

Scenari in cui titolari diversi detengono rispettivamente brevetti principali e brevetti di perfezionamento sono frequenti e necessitano, per una loro efficace gestione e risoluzione, dell’intervento di figure professionali altamente specializzate dal punto di vista tecnico e legale.

 

Il team Luppi include sia professionisti qualificati ed esperti in vari settori tecnici sia legali specializzati in proprietà industriale in grado di fornire tutta l’assistenza e consulenza strategica necessaria per affrontare vari aspetti quali lo sfruttamento dell’invenzione, la definizione delle licenze, la titolarità delle invenzioni. In definitiva, affidandosi al Team Luppi è possibile ricevere una consulenza globale tecnica e legale in materia di proprietà industriale.

 

Contattateci per analizzare aspetti ed opportunità legati alla vostra idea.

La proprietà intellettuale è una materia fortemente interconnessa ai cambiamenti e accompagna da sempre lo sviluppo tecnologico, garantendone la tutela con efficaci strumenti di protezione (depositi) e di tutela (enforcement).

 

Nessun dubbio quindi che debba affrontare le nuove prospettive poste dal metaverso, che costituisce il tema del momento con la blockchain, i sistemi di intelligenza artificiale (A.I.) e gli NFT, e che necessita di riflessione soprattutto alla luce della necessità di preservare gli investimenti compiuti da parte dei vari operatori in queste nuove frontiere tecnologiche.

 

Ma quali sono le implicazioni che ne derivano dal punto di vista dei vari diritti di esclusiva? Come muoversi in assenza – ad oggi – di una specifica normativa? Andiamo con ordine.

 

Che cos’è il metaverso

Il metaverso – almeno in linea teorica – è uno spazio virtuale, immersivo, all’interno del quale l’utente può muoversi, interagire e condividere. In questo momento è possibile avere un’esperienza di metaverso attraverso specifiche piattaforme online, dove l’utente può interagire attraverso il proprio avatar.

 

Inizialmente pensati e sviluppati per il settore del gaming, all’interno dei “metaversi” attualmente disponibili operano diverse realtà imprenditoriali, soprattutto della moda e della tecnologia.

 

Questi nuovi spazi non sono, ovviamente, delimitati da confini territoriali e, ad oggi, non esiste una disciplina giuridica dedicata che li regolamenti, lasciando così ingresso all’applicazione, in via interpretativa, degli istituti tipici del mondo reale, anche dal punto di vista dell’IP.

 

I diritti IP “tradizionali” nel metaverso

I marchi costituiscono certamente i diritti di esclusiva più interessati dal metaverso perché in questo mondo virtuale ci sono prodotti e servizi che, al pari della vita reale, sono presentati, pubblicizzati e venduti.

Ad esempio, nella moda, sono state pensate collezioni o sono stati realizzati prodotti esclusivi per il metaverso o ancora sono stati aperti nel metaverso dei flagship stores che corrispondono a quelli già presenti nella vita reale.

 

Il diritto d’autore è un altro diritto di esclusiva che necessariamente interagisce con il mondo virtuale, perché possono essere create opere nuove e originali anche al di fuori di uno spazio fisico o perché possono essere messe a disposizione degli utenti opere protette: pensiamo al caso delle opere d’arte digitali poi acquistate mediante NFT.

 

I brevetti costituiscono un altro asse portante della protezione, perché tutelano, come nel caso degli standard essential patents, gli aspetti tecnologici che permettono l’operatività del sistema. Medesime considerazioni sono applicabili per la tecnologia blockchain, per gli NFT o per i sistemi di machine learning e A.I. che offrono, ad esempio, la possibilità di identificare eventuali violazioni dei diritti di esclusiva nel metaverso.

 

Ma anche i design contribuiscono a definire la protezione di quanto realizzato per il – o nel – metaverso: è il caso delle configurazioni dei prodotti o degli spazi/luoghi 3D o ancora alle interfacce grafiche.

 

Le prospettive per i diritti IP e le questioni aperte

Nonostante il metaverso sia un mondo virtuale, le questioni “pratiche” aperte dal punto di vista dei diritti IP sono molte, soprattutto alla luce della ricordata assenza di una normativa specifica. Allo stesso tempo, pur in presenza di una serie di tematiche sulle quali si discute, si aprono nuove prospettive per i diritti IP, ad esempio per quanto riguarda l’allargamento della tutela o lo sfruttamento delle esclusive.

 

Protezione dei marchi nel metaverso

Nel caso dei marchi, dal punto di vista del titolare, ci si interroga se la protezione ottenuta attraverso una registrazione per i prodotti “fisici” valga automaticamente anche per i prodotti “virtuali” o se, al contrario, debba essere effettuata una nuova registrazione. E ancora, quale dovrebbe essere la classe merceologica che protegge i prodotti e i servizi nel metaverso, quella tradizionalmente legata ai prodotti e servizi nel settore della tecnologia? L’uso di un marchio nel metaverso può valere anche rispetto al mondo reale e viceversa? Come si concilia la mancanza di confini geografici definiti, caratteristica dei mondi virtuali, con la validità territorialmente limitata dei diritti di marchio?

 

Diritto d’autore: quale protezione nel metaverso?

Dal punto di vista del diritto d’autore, invece, la creazione di opere d’arte nel mondo virtuale dovrebbe essere disciplinata al pari di quanto avviene nel mondo reale? Chi sono gli autori nel caso di opere create da sistemi di A.I.?

 

Licenze, merchandising e metaverso

Nuove prospettive si aprono anche in relazione alle collaborazioni nel metaverso, quindi, sotto il profilo dello sfruttamento; è il caso delle licenze che dovranno essere concesse – oppure estese – in questo mondo virtuale così permettendo un’ulteriore valorizzazione dei diritti di esclusiva, o delle collaborazioni, ad esempio per il merchandising.

 

Metaverso e contraffazione

Una particolare attenzione dovrà essere parallelamente dedicata al tema della contraffazione, non solo dal punto di vista dell’individuazione e del tracciamento dei prodotti in violazione dei diritti IP ma anche del monitoraggio. I titolari dei diritti IP dovranno attivare nuovi mezzi per la sorveglianza? Certamente sarà opportuno acquisire competenze e strumenti tecnologici che permettano di affrontare le nuove sfide che il metaverso presenta.

 

Perché affidarsi al Team Luppi

Il mondo virtuale è una realtà con la quale confrontarsi, una nuova prospettiva di business che non può essere sottovalutata. La verifica della protezione o meno dei diritti IP nel metaverso, l’estensione delle proprie esclusive nel metaverso e il loro sfruttamento appaiono oggi come step necessari, una naturale evoluzione del business.

 

Ma decidere se e come operare nel metaverso è anche una scelta strategica e multidisciplinare, che presuppone di aver effettuato delle specifiche valutazioni, sulla base di competenze tecniche e legali volte ad assicurare che vi sia

 

Tutti profili che nel nostro Team multidisciplinare mettiamo a vostra disposizione, affiancandovi nelle nuove sfide tecnologiche.

 

Contattateci per approfondire se la vostra impresa è protetta anche nel metaverso e come implementare la protezione dei vostri diritti nel metaverso.

Può una soluzione tecnica migliorativa o un perfezionamento essere proteggibile con un brevetto? Certamente!

 

Quando si pensa al mondo della proprietà industriale, per esempio ai brevetti, si pensa ad invenzioni geniali che hanno aperto nuove frontiere tecnologiche, rivoluzionato settori industriali, o positivamente cambiato la vita quotidiana di milioni di persone.

 

Quando nello svolgimento del lavoro di ogni giorno da parte di tecnici, ricercatori, progettisti vengono individuate soluzioni per risolvere problemi di natura tecnica, si potrebbe pensare che tali soluzioni non siano tutelabili in quanto ritenute semplici o banali, ad esempio perché costituiscono lo sviluppo naturale e ovvio di una soluzione già nota, o persino già protetta e quindi di ostacolo.

 

Altre volte la soluzione non sembra vantaggiosamente proteggibile perché proprio in quel settore di mercato operano altre aziende che proteggono già soluzioni basilari e che impediscono quindi di riprodurre tali soluzioni, pena la contraffazione.

 

Quanto “grande” deve essere un’invenzione per accedere alla tutela brevettuale?

La risposta è: “meno di quanto si possa pensare”.

 

Spesso, infatti, il progresso tecnologico è il frutto di un percorso di miglioramento continuo, fatto di piccoli step, di soluzioni a piccoli problemi tecnici che potrebbero benissimo risultare meritevoli di una protezione tramite brevetto o modello di utilità.

 

Alle invenzioni cosiddette “principali”, si affiancano le invenzioni “derivate”, che sono in qualche modo collegate alle principali, quali le invenzioni di perfezionamento, di traslazione (che prevedono un nuovo utilizzo o l’applicazione di una soluzione in un nuovo contesto tecnico) e di combinazione (che traggono dei vantaggi tecnici dall’utilizzo combinato e nuovo di due soluzioni già note).

 

L’invenzione di perfezionamento

In particolare, l’invenzione di perfezionamento riguarda una soluzione tecnica nuova e migliorativa, in grado di risolvere, in maniera diversa, un problema già risolto da un’invenzione precedente. E’ bene, quindi, tutelare tramite brevetto anche le invenzioni di perfezionamento, al fine di preservare gli investimenti e sforzi profusi in ricerca e sviluppo.

 

Può succedere che l’invenzione di perfezionamento, quando implementata, comporti automaticamente l’attuazione della soluzione principale, risultando in tal modo dipendente da essa, ovvero non possa essere attuata senza pregiudizio dei diritti relativi ad un brevetto precedente. Come procedere, quindi, in questi casi? Lo vedremo in uno dei prossimi articoli!

 

Il contributo del Team Luppi

Di fronte ad una invenzione di perfezionamento non sempre è immediato individuare le caratteristiche tecniche suscettibili di tutela brevettuale. Noi del Team Luppi siamo professionisti altamente qualificati e specializzati in vari settori tecnici e disponiamo di tutte le competenze tecniche necessarie per analizzare una soluzione, individuarne i suoi punti di forza e vantaggi rispetto allo stato della tecnica ed aiutare nella tutela dell’invenzione di perfezionamento con il giusto titolo IP. Con i nostri legali specializzati in proprietà industriale forniamo assistenza anche in relazione ad aspetti legati allo sfruttamento dell’invenzione, al tema delle licenze, alla titolarità ecc. Il Team Luppi è quindi un unico interlocutore dal quale ricevere una consulenza globale in materia di proprietà industriale sia dal punto vista tecnico che legale.

 

Contattateci per approfondire le opportunità legate alla vostra nuova idea.

La possibilità di confrontarci tra di noi ogni giorno per scambiare pareri, suggerimenti e prospettive è fondamentale per fornire le migliori consulenze strategiche a ogni cliente.

 

Di norma questi scambi avvengono in momenti come le riunioni programmate, ma capitano anche durante alcune occasioni informali: una di queste è “il Caffè della Gae”, tradizione quotidiana avviata e mantenuta nella sede di Modena da Gaetana Montalto, Managing Partner di Luppi IP.

 

Il nostro momento di pausa mattutino nasce naturalmente dalla passione di Gaetana Montalto per il caffè, ma fatto secondo tradizione: una moka grande abbastanza per tutti, con tempi di preparazione più lunghi rispetto alla veloce macchina automatica. Proprio questo tempo più dilatato ha trasformato una semplice pausa in un momento di scambio quotidiano sempre molto produttivo.

 

Cosa succede durante il quarto d’ora del caffè? Chi partecipa sa che può essere una delle occasioni per condividere l’esperienza lavorativa del momento, per confrontarsi sugli aspetti tecnici e legali della strategia di proprietà intellettuale in costruzione.

 

È il bello dell’essere un team multidisciplinare: portare ogni singola competenza ed esperienza in un gruppo che lavora in modo coeso da sempre, raccontare com’è andata una riunione o una questione particolare, condividere un successo o un momento critico, cercare ulteriori spunti per migliorare ancora le nostre consulenze dà linfa vitale a tutta Luppi IP.

 

Il Caffè è un momento fuori dagli schemi in cui si fondono intuizioni e modelli perché emergono sempre nuove idee per potenziare la strategia e l’organizzazione del lavoro e quindi lo sviluppo di Luppi IP: contributi preziosi che si amalgamano e ci rendono la squadra unita che i nostri clienti conoscono e apprezzano.

Il nostro lavoro quotidiano è guidato dall’esperienza che abbiamo accumulato in più di venticinque anni di attività, dalle competenze che possediamo, dal nostro approccio professionale e dai valori che formano la cultura di Luppi Intellectual Property che tutti noi promuoviamo e mettiamo in pratica, tra colleghi e con i colleghi verso tutti i nostri clienti.

 

Parlare di valori non è un esercizio retorico se possiamo spiegarli e tradurli in azioni e impegni da realizzare nel corso del 2022.

 

Coesione, coinvolgimento, crescita: i tre valori che guidano il nostro lavoro

Lavorare in modo coeso significa unire professionisti diversi, consulenti e legali, e trarre il meglio da ogni competenza, collaborando e integrando prospettive diverse e alimentando confronti produttivi.

 

Per i nostri clienti, coesione si traduce nella sicurezza di sapere che ognuno di noi ha sempre una visione ampia di ogni caso, che può studiarlo da prospettive diverse e nei dettagli con il supporto dei colleghi, per costruire ogni volta la migliore consulenza possibile. Tutte le competenze e le professionalità già integrate al nostro interno permettono a ogni cliente di tutelare la sua attività nel modo più completo possibile e di svilupparne appieno le potenzialità.

 

È il nostro approccio multidisciplinare: un gruppo fluido che diventa un interlocutore unico per rispondere a ogni esigenza legata al mondo della proprietà intellettuale.

 

La coesione ha il suo proseguimento naturale nel coinvolgimento e nella crescita, che per noi esprime la capacità di evidenziare e trasmettere ai nostri clienti (e a chi sta valutando di affidarsi a noi) il valore di investire nella tutela della proprietà intellettuale: non solo in fase di costruzione e di consolidamento dei titoli, ma per scoprire insieme come usarli in modo efficace per far crescere ed espandere un’attività economica, e per difenderla quando occorre.

 

Nel 2022, crediamo che coesione, coinvolgimento e crescita troveranno la loro declinazione soprattutto nella condivisione, una delle direzioni più importanti che ci siamo dati per guidare la comunicazione del nostro lavoro. L’obiettivo: contribuire a divulgare la conoscenza e la consapevolezza del valore della proprietà intellettuale e industriale e far conoscere sempre meglio il nostro modo di fare consulenza.

 

Comunicare con il nostro sito e i nostri aggiornamenti

Continueremo a condividere il nostro approccio rinforzando la presenza nei punti di contatto digitali, con nuovi articoli e i contenuti condivisi su LinkedIn.

 

Anche nel 2022, useremo approfondimenti e casi di studio per dimostrare come il lavoro di squadra, l’ascolto e il confronto attento con ogni cliente fanno emergere tutte le esigenze da soddisfare con strategie personalizzate per tutelare e far crescere il valore e l’immagine di ogni azienda.

 

Il ruolo di Luppi Legal

Nel 2022, potenzieremo lo spazio di comunicazione di Luppi Legal, per accompagnare clienti e stakeholder a conoscere ancora meglio il ruolo della consulenza legale: non solo un intervento in risposta a esigenze immediate e specifiche, ma anche uno strumento strategico per esplorare tutte le possibilità di crescita e di espansione delle aziende nei loro mercati di riferimento.

 

Formare, partecipare, condividere

Aumenteremo le attività e le occasioni di condivisione del nostro lavoro per far conoscere il ruolo e l’importanza della proprietà intellettuale e industriale.

 

Lo faremo con la consueta disponibilità a partecipare come docenti a percorsi di formazione professionale, a organizzare o partecipare a eventi e iniziative volte a divulgare e approfondire il valore della proprietà intellettuale in tutte le sue declinazioni.

 

Seguiteci sulla nostra pagina LinkedIn per scoprire i nostri aggiornamenti e le uscite dei nostri nuovi articoli.

Nell’articolo del 15 dicembre abbiamo riportato un caso pratico di protezione cumulativa con brevetto e design e nell’articolo del 22 febbraio un ulteriore caso di applicazione pratica di cumulo di tutele tramite brevetto, design e marchio.

 

In questo articolo proponiamo un altro esempio concreto di approccio integrato del nostro Team e di applicazione del cumulo di tutele. In particolare, si vuole porre l’attenzione sul fatto che anche un dispositivo o oggetto industriale, non solo quindi gli oggetti largamente noti o di uso quotidiano, può essere tutelato, oltre che sotto il profilo della sua funzionalità e configurazione strutturale (con il brevetto), anche dal punto di vista della sua forma esteriore (con il design), prescindendo da qualsiasi valutazione di pregevolezza estetica.

Il cumulo di tutele per un erogatore di magneti

L’oggetto in esame riguarda un innovativo dispositivo erogatore per magneti, ad azionamento manuale, utilizzabile, ad esempio, nel settore cartotecnico. La nuova soluzione, versatile e semplice dal punto di vista costruttivo e funzionale, garantisce una rapida erogazione selettiva dei magneti e riduce al contempo lo sforzo richiesto ad un operatore, sfruttando l’azione magnetica dei magneti impilati all’interno del dispositivo stesso.

In che modo lo abbiamo tutelato?

Abbiamo protetto la soluzione tecnica e funzionale rivendicando non solo il dispositivo erogatore in sé ma anche il metodo per l’erogazione dei magneti, ottenendo la concessione del Brevetto Italiano n° 102016000016754


Con il nostro approccio integrato, oltre alle caratteristiche tecniche, abbiamo riconosciuto nel dispositivo erogatore anche una forma esteriore nuova e dotata di carattere individuale, suscettibile pertanto di tutela tramite design. Abbiamo pertanto ottenuto anche la registrazione del Design Comunitario n° No 002991430-000

Il contributo del team Luppi

Grazie all’approccio multidisciplinare, abbiamo assicurato al nostro cliente un’ampia protezione sulla soluzione tecnica e sulla forma del dispositivo erogatore.

 

In generale, di fronte ad un’idea o prodotto innovativo, noi del team Luppi, grazie alle varie competenze ed expertise di cui disponiamo, riusciamo ad individuare le caratteristiche nuove dal punto di vista tecnico funzionale (brevetto) e le caratteristiche che conferiscono novità ed individualità alla forma esteriore (design).

 

Consigliamo fortemente la via della tutela cumulativa, che si ottiene con il deposito di una domanda di brevetto, con la registrazione di un design e possibilmente anche con la registrazione di un marchio; in tal modo siamo sicuri di ottenere uno scudo protettivo più ampio possibile, valorizzando al massimo la soluzione innovativa e portando benefici anche all’immagine dell’azienda/cliente.

 

Contattateci per approfondire le possibilità di protezione della vostra nuova idea.

I diritti di proprietà industriale non si esauriscono nei soli diritti titolati – marchi, brevetti e design – cioè provvisti di un documento che ne attesta l’esistenza, la titolarità e il contenuto, ma comprendono anche i diritti non titolati: sono quelle esclusive riconosciute dalla legge senza che sia appunto necessario procedere ad un deposito oppure ottenere un certificato di registrazione.

 

Si tratta di una serie di ipotesi eterogenee che comprende, ad esempio:

 

 

La loro caratteristica comune è costituita dal riconoscimento dell’esclusiva in capo al titolare in assenza di un atto formale e costitutivo come il deposito.

Quali sono i requisiti stabiliti dalla legge per la nascita del diritto non titolato e quindi dell’esclusiva?

I requisiti variano a seconda del tipo di diritto e hanno una diversa regolamentazione.

 

Il marchio di fatto è un segno che deve essere usato dal suo titolare in modo continuativo per contraddistinguere prodotti e/o servizi posti in commercio. Il diritto di esclusiva si acquista con l’uso del segno qualificato dalla notorietà, cioè dalla diffusa percezione presso il pubblico che quel particolare segno è un vero e proprio marchio.

 

Il nome di dominio, anche se necessariamente registrato presso un registrar, è tutelato a condizione che reindirizzi ad un sito web con dei contenuti, sia attivo e sia “visitato” dagli utenti.

 

Nel caso del design non registrato, invece, il diritto sorge con il primo atto di immissione del design o del prodotto che lo incorpora nel mercato o presso il pubblico. È il caso, ad esempio, di un nuovo prodotto che viene presentato sul mercato, senza averne prima tutelato la forma e/o altre caratteristiche che ne definiscono l’aspetto esteriore; questo nuovo prodotto godrà di una tutela seppur con i limiti che verranno infra indicati.

 

Il diritto d’autore si acquista con la sola creazione dell’opera da parte dell’autore; spesso si può procedere al deposito dell’opera, ma agli scopi di fissare una data certa rispetto ad altre opere successive e di indicare una paternità, quanto meno presunta.

 

Infine, il know-how e le informazioni riservate, inclusi i segreti commerciali, sono protetti al ricorrere della segretezza, del valore economico ottenuto grazie alla segretezza e di misure di protezione ritenute ragionevolmente adeguate a mantenere tale segretezza.

Quali sono i vantaggi dei diritti non registrati e quali gli svantaggi?

I diritti non titolati possono presentare dei vantaggi: ad esempio, il know-how e le informazioni riservate, rispetto alla protezione offerta dai brevetti:

 

 

Gli svantaggi, tuttavia, non sono da sottovalutare: ad esempio il design non registrato ha una durata molto inferiore rispetto al design registrato, tre anni versus venticinque anni (complessivi) del design registrato.

 

I profili più critici si manifestano soprattutto quando

 

 

In questi casi, infatti, il titolare del diritto, oltre a dover affrontare maggiori costi per reperire tutta la documentazione di supporto relativa alla sua esclusiva, sarà gravato di un rigoroso onere della prova per quanto riguarda:

 

 

Al contrario, nel caso del diritto titolato gli elementi essenziali per dimostrare l’esistenza dell’esclusiva sono già contenuti nel documento di deposito e/o di registrazione, semplificando ogni onere al riguardo.

 

Ricorrendone i presupposti, procedere al deposito è quindi certamente la strada da preferire.

È possibile scegliere tra diritti titolati e non titolati?

Indipendentemente da vantaggi e svantaggi, vi sono casi in cui il titolare può scegliere se tutelare il diritto mediante il deposito oppure se sfruttare la propria esclusiva mediante il semplice uso, quindi senza effettuare alcun deposito; ci si riferisce, ad esempio, al marchio di fatto o al design. In altri casi, invece, è la natura stessa del diritto che ne esclude la proteggibilità mediante il deposito: sono le ipotesi del know-how, delle informazioni riservate o dei segreti commerciali.

 

Perché affidarsi al Team Luppi

Uno degli aspetti più critici dei diritti non titolati è costituito dalla difficoltà di identificarne i presupposti dal punto di vista dell’esistenza e dell’ambito di tutela, soprattutto nel caso di una violazione. Le medesime criticità possono verificarsi anche quando si voglia procedere ad una cessione del know-how, dei segreti commerciali e delle informazioni riservate o ci si trovi nell’ambito di altre operazioni di una loro valorizzazione economica.

 

Nel Team Luppi abbiamo sviluppato una serie di competenze tecniche e giuridiche grazie alle quali potremo affiancarvi in tutte le fasi che concorrono alla formazione dei diritti non titolati, supportandovi in ogni step, dall’inquadramento della fattispecie di riferimento alla valorizzazione delle esclusive così create, passando naturalmente attraverso la costruzione della migliore strategia nell’ottica del consolidamento del diritto IP.

 

Contattateci per un’analisi dei vostri diritti IP non titolati.

 

Spesso i clienti ci chiedono di proteggere tramite brevetto una soluzione innovativa che stanno per lanciare sul mercato, dando per scontato che il brevetto sia l’unica forma di protezione possibile.

 

Come abbiamo evidenziato nell’articolo dedicato al cumulo di tutele, invece, in alcuni casi una nuova soluzione può beneficiare, cumulativamente, di una protezione ampia sotto più aspetti: tecnico-funzionale, forma esteriore e aspetto distintivo.

 

Come illustrato nell’articolo sul caso del nostro cliente Geomagworld, la combinazione di diversi strumenti IP permette di conseguire la più ampia protezione possibile.

 

In questo articolo vi presentiamo un altro caso concreto di cumulo di tutele ed approccio integrato del Team Luppi.

Il cumulo di tutele per un innovativo telaio di bicicletta

Un nostro cliente ha sviluppato un telaio di bicicletta capace di adattarsi alle misure biometriche e corporatura del ciclista, grazie ad un sistema di regolazione che permette un’ampia configurabilità delle cosiddette “zone critiche” che determinano l’ergonomia del telaio stesso (ovvero le zone di appoggio sui pedali, sulla sella e sul manubrio).

 

L’adattabilità del telaio a diversi usi e misure biometriche permette anche la configurabilità a più ciclisti, ciascuno con caratteristiche fisiche ed esigenze specifiche.

 

Come abbiamo tutelato questa innovazione?

Dopo una nostra attenta analisi a 360 gradi delle caratteristiche del prodotto, il telaio non solo risultava suscettibile di essere protetto tramite un brevetto, ma possedeva una forma esteriore meritevole di essere tutelata con un disegno-modello.

 

Per questo innovativo telaio abbiamo quindi ottenuto:

 

Brev. IT n. 102019000007057

 

Design Comunitario multiplo n. 006494118

Quali sono i benefici di questa doppia tutela?

In definitiva, è stata conseguita per il cliente la tutela – tramite brevetto – del telaio in relazione alla sua nuova soluzione strutturale funzionale (aspetto tecnico) nonché la tutela – tramite il disegno comunitario – delle diverse forme (aspetto esteriore) che il telaio stesso può presentare.

 

Grazie al cumulo di tutele, l’azienda-cliente ha, dunque, beneficiato di un rafforzato vantaggio competitivo, non solo proteggendo l’idea di soluzione tecnica del telaio ma valorizzandone anche il design, elemento spesso determinante per la riconoscibilità ed il successo di un prodotto sul mercato.

 

Come possiamo aiutarvi?

Rivolgendovi al Team Luppi avrete un unico interlocutore multidisciplinare che vi aiuterà ad individuare il set di strumenti di tutela IP più idonei e a definire la migliore strategia di protezione e valorizzazione per il vostro progetto/idea.

 

Contattateci per approfondire le possibilità di protezione della vostra nuova idea.

 

La protezione dei diritti IP passa anche dal web e dal monitoraggio di ciò che accade sul web: un recente studio dell’Osservatorio EUIPO, stima che oltre 62 milioni su un totale di 239 milioni di nomi a domino registrati possano indirizzare a siti web sospetti o dal contenuto potenzialmente lesivo di diritti IP.

Ad oggi esistono oltre 1500 registri che corrispondono ad altrettante estensioni di tipo country code ccTLD o top level TLD, ed è diventato oggettivamente difficile per i titolari di marchi proteggersi registrando il proprio marchio in tutti i registri disponibili ed in qualsiasi possibile declinazione.

Abbiamo affrontato nei post precedenti i temi relativi al perché attivare il servizio di sorveglianza sui marchi e a come sfruttare la sorveglianza brevettuale per orientare il proprio business; nell’articolo di oggi, il terzo ed ultimo della serie, parliamo di sorveglianza di nomi a dominio e di sorveglianza web.

 

Sorveglianza di nomi a dominio e sorveglianza web

Il servizio di sorveglianza di nomi a dominio consente ai titolari di marchi di essere costantemente aggiornati sulle nuove registrazioni di nomi a dominio che contengano parole identiche o confondibili con il proprio marchio in uno o più registri.

Il monitoraggio prevede una prima fase di analisi e notifica dei risultati pertinenti al titolare del marchio ed una seconda fase in cui, alla luce dei risultati e del contenuto della pagina web a cui il nome a dominio reindirizza, viene elaborata la migliore strategia per la tutela del marchio.

Tipicamente, la sorveglianza rileva tre tipologie di possibili risultati:

I nomi a dominio rintracciati spesso portano a pagine di “parcheggio”, che contengono offerte del dominio stesso in vendita o una serie di link pubblicitari che garantiscono al proprietario un guadagno per ogni click; nei casi più gravi potremmo invece trovarci davanti a pagine clonate o all’offerta in vendita di prodotti contraffatti o, ancora, a pagine pubblicitarie di un ex rivenditore o addirittura di un concorrente.

Mentre il servizio di sorveglianza di nomi a dominio focalizza l’attenzione sull’indirizzo della pagina, la sorveglianza web identifica l’utilizzo non autorizzato di un marchio all’interno di pagine internet e consente ai titolari di marchi di intercettare possibili violazioni o utilizzi problematici anche dal punto di vista reputazionale.

Il servizio di sorveglianza con il Team Luppi, per la difesa attiva del marchio ed il monitoraggio del mercato

Sulla base dell’esperienza del Team Luppi, i servizi di sorveglianza descritti risultano fondamentali a livello commerciale in un’ottica di:

Tali servizi di sorveglianza permettono dunque di intervenire con tempestività, nel momento in cui vengono rintracciati contenuti pertinenti, al fine di ottenere – ad esempio – la riassegnazione del nome a dominio oppure la rimozione del contenuto indesiderato.

Il Team Luppi vi affianca per la tutela del marchio e dell’identità aziendale sia online sia offline, grazie ad una squadra professionisti in grado di difendere strategicamente i vostri asset a livello amministrativo, giudiziale e stragiudiziale.

Per approfondire il tema, contattate i nostri Consulenti in Marchi presso le nostre sedi di Bologna, Modena, Milano.